Se potessi bere un'idea...

A che serve un’insopportabile vecchia usuraia nell’economia dell’umanità? Non sarebbe più giusto eliminarla e usare le sue ricchezze per uno scopo più nobile? Non vale forse di più la vita di un Napoleone rispetto a quella di un parassita qualunque?

Da queste premesse nasce il cervellotico protagonista del capolavoro di Fedor Dostoevskij "Delitto e Castigo".
Quello che l’ha reso epico è la magistrale regia del romanziere russo, che ha palesato quanta distanza concreta ci sia tra un’idea astratta e la realtà.

A partire dal nome del protagonista del romanzo, Raskol’nikov , Dostoevskij ci introduce in un’inconciliabile frattura: questo infatti il significato della radice russa Raskolnik, che significa scisma, spaccatura, divisione.
Il titolo del romanzo in relazione al suo sviluppo è altresì eloquente: il delitto è pensato e consumato nelle prime 80 pagine di un volume che ne conta più di 500.

Un lungo, sofferto e febbricitante castigo tormenta il protagonista – e il lettore – per il resto del romanzo, nell’insperabile speranza di una riconciliazione finale, di un perdono che definitivamente trascende dalle umane possibilità.

raskolnikov

Facciamo un balzo per un’istante a Lipsia, in Sassonia. O per la precisione sotto Lipsia. Tra le numerose cave di minerali della zona ci sono anche importanti giacimenti di sale, che inevitabilmente si disciolgono nelle falde acquifere di quel territorio. Siamo nel XVIII secolo, e un bel giorno dalle mani di un birraio tedesco nasce la prima Gose, una birra acidula e salata.

Lo stile è particolare e raro, e prevede oltre al frumento l’aggiunta dincoriandolo, lattobacilli e, appunto, sale. La fortuna di questo stile è altalenante, e ha raggiunto picchi nei primi decenni del ‘900 per poi scomparire negli anni 60 dello stesso secolo. Negli ultimi tempi sta risorgendo, e anche noi abbiamo pensato di dare una nostra libera interpretazione a questo stile. Il sale non è quello di Lipsia, ma quello rosso vulcanico delle Hawaii, e l’acidità è data non dai lattobacilli ma dall’utilizzo di lamponi freschi e di malti acidi per acidificare il mosto naturalmente.
Il coriandolo e una leggera luppolatura completano il profilo di questo nostro omaggio a un classico che non può e non deve finire nel dimenticatoio.

Ma torniamo al nostro tormentato castigo, e veniamo al punto.

Abbiamo chiamato la nostra nuova creatura Raskolnikov con tutto questo in testa, immaginando un viaggio tra spaccature e dilemmi fatti di pensieri e ingredienti, diretti verso un finale di pacificazione e rinascita.

raskolnikov
 

Non possiamo che suggerirvi di scolarvene un bel po’ mentre vi tuffate nel capolavoro di un grande Autore (dal latino Auctor, che fa crescere).
Ps: la birra sarà pronta a novembre 2016, quindi visto che il romanzo è lungo iniziate a leggerlo o nel caso a rileggerlo! ;)

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Tags: Chiacchiere di Birra